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Statuette e geroglifici al museo egizio di Torino

La civiltà degli antichi Egizi l’abbiamo studiata in classe quarta, ma per vari motivi l’ anno scorso non siamo potuti andare al museo; perciò per noi questa esperienza è stata un’utile occasione di ripasso.

Il museo di Torino è stato costruito nel 1800 d.C. ed è secondo al mondo, dopo il  museo della città Del  Cairo , in Egitto; è stato ristrutturato da poco ed è ricchissimo di reperti e documenti che testimoniano la grandezza di questa antica civiltà che si è sviluppata lungo le rive del fiume Nilo

Quando siamo entrati, la prima cosa che abbiamo visto è stata un’urna contenente un corpo che si è conservato per milioni di anni perché  era stato sotterrato nella sabbia (era una persona appartenente ad una classe sociale  povera).

La guida ci ha spiegato che nella buca furono ritrovati oggetti di uso quotidiano che gli Egizi pensavano sarebbero stati utili al defunto nell’aldilà.

Proseguendo nella visita, la guida ci ha fatto vedere come nel tempo le tombe si trasformarono, diventando sempre più elaborate ed artistiche, secondo la classe sociale di appartenenza del defunto;quindi ci ha mostrato  dei sarcofagi di cui alcuni   contenenti  delle mummie e altre no.

Ci ha spiegato che quando il corpo veniva rovinato dell’estrazione  degli organi gli Egizi dipingevano la parte rovinata per far sembrare che non lo fosse.

In un corridoio abbiamo visto dei dipinti che raffiguravano la vita quotidiana degli Egizi; in seguito la guida ci ha mostrato  le pietre dalle quali gli egizi ricavavano il colore.

Nel piano terra abbiamo visto una sala  che raccoglieva moltissime statue di faraoni, sfingi, regine e divinità di periodi diversi della lunga storia del popolo egizio.

Ale Anzè, Filippo Cantini e Irene Cardona 

 

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